Era il lontano 2 maggio 1894 quando nasceva in Anzio, nella parrocchia dei santi Pio e Antonio il primo nucleo storico del Terzo ordine francescano secolare sotto la guida del parroco del tempo Padre Emanuele Alonge.
Sono trascorsi ben 125 anni ed oggi, la fraternità ancora presente e vitale nella comunità fa memoria della sua storia nella Parrocchia e nella città di Anzio. Una storia che ha attraversato le ben note e difficili vicende belliche di due guerre. In particolare la seconda con lo sbarco delle truppe alleate e la evacuazione dell’intera popolazione verso le terre dell’Italia meridionale.
Al rientro la gente di Anzio trova una città ridotta in macerie, come ugualmente lacerati erano i cuori ed i sentimenti per le gravi perdite umane subite. I Padri francescani sono stati in prima linea a fianco della popolazione sia durante lo sfollamento sia in seguito per la ricostruzione e la ripresa delle attività della vita civile.
La Fraternità è presente opera a fianco ai padri e spende le sue energie migliori al servizio dei più bisognosi.

L’Ordine Francescano Secolare, (allora T.O.F), viene costituito in Anzio dal R.P. Emanuele Alonso il 2 maggio 1894. Dagli atti conservati presso l’Archivio Parrocchiali, risultano iscritte nella seconda metà di quello stesso anno: Salustri Amalia – Salustri Celeste – Schicchi Concetta – Sirletti Cecilia – Sirletti Chiara. Il 28 ottobre 1895, dopo il previsto periodo di noviziato, le sopra nominate furono ammesse alla professione, durante una solenne celebrazione religiosa.

L’attività di queste terziarie iniziò ben presto a dare i suoi frutti e nuove adesioni e professioni non tardarono ad arrivare; si costituiva così un bel gruppetto dedito oltre che alla preghiera, ad intraprendere iniziative concrete di assistenza sia religiosa che materiale per gli abitanti. La povertà, la mancanza di adeguate strutture sociali di sostegno e recupero per i più bisognosi, divennero ancor più pressanti nel periodo della prima guerra mondiale. Per dare conforto e  solidarietà  le nostre terziarie, i francescani conventuali e le suore della carità (le indimenticabili e care “ suore cappelloni” – così chiamate con riferimento al loro strano copricapo) misero in piedi una mensa popolare presso l’attuale Asilo S. Giuseppe.