Di incerta origine; città volsca; dopo il dominio etrusco divenne colonia romana nel 336 a.C, e fu resi­denza di vari imperatori. Nerone, che vi era nato nel 37 d.C, l'arricchì di ville, palazzi, templi, di una splendi­da villa sul mare e di un grandioso porto. Nei primi secoli dell'era cristiana fu anche sede vescovile. Dopo secoli di splendore, a causa di invasioni barbariche ed incursioni piratesche decadde e fu quasi del tutto abban­donata. Nel 1594 papa Clemente VIII acquistò da Marco Antonio Colonna, nipote dell'omonimo vincito­re di Lepanto (1571), il feudo di Nettuno, cui il territo­rio di Anzio apparteneva, ripromettendosi di restaurare e ripristinare l'antico porto neroniano.

 

Nella sua prima visita ad Anzio, il papa Pio IX (1792 -1878), il 28.10.1847, ordinò e sovvenzionò la costru­zione di una nuova chiesa parrocchiale, per accogliere l'accresciuta popolazione anziate. Demolita la chiesetta del porto, provvisoriamente si celebrava il culto divino in un edificio del porto detto "Arsenale". Il 14.9.1851 fu posta la prima pietra, benedetta dal papa stesso, per la nuova Chiesa (mt. 36 x 19; h. mt. 17), che il 15.4.1851 aveva dedicato ai Santi Pio e Antonio; così iniziarono i lavori, la cui direzione fu affidata all'architetto Gaetano Morichini, autore del progetto, in stile neoclassico. Il 16.9.1852 Pio IX volle venire di persona a vedere i lavori della Chiesa, cosa che fece anche nel Maggio del 1853 e del 1855, rammaricando­si però di non vederla più grande, come l'aveva pensa­ta.

Il nuovo porto impose la presenza di molte persone tra funzionari, soldati e tecnici per il suo funzionamen­to, tanto che per assisterle spiritualmente, il papa Benedetto XIV nel 1746 eresse a Parrocchia la "chie­suola" di S. Antonio di Padova al porto, fatta costruire da Innocenzo XII nel 1701 per devozione sua e del popolo verso questo santo di cui egli portava il nome di Battesimo. Inizialmente la cura delle anime venne affi­data ad un sacerdote proveniente da Nettuno (Don Pollastrini), poi ai Frati Minori Conventuali del Convento di S. Francesco di Nettuno, il cui primo Parroco fu P. Giovanni Antonio Bronchi, che poteva fregiarsi del titolo di Presidente del Porto (titolo mante­nuto fino al 1953 da P. Leone Turco).

Dal 1821 la Parrocchia ebbe da Pio VII la conces­sione del "fonte battesimale" e la facoltà di ammini­strarvi Battesimi e Matrimoni.

Nel 1887 il Card. Raffaele Monaco La Valletta, con decreto, estese i confini della Parrocchia a tutto il terri­torio del comune, ricordando ai cittadini di Anzio di venerare la Patrona, la Madonna delle Grazie, la prima Domenica di Maggio, come si faceva a Nettuno.

 

1
P. M° BRONCHI
1746 - 1750
2
P. M°  Bonaventura BARTOLINI
1750 - 1773
3
P. M° Giuseppe ANTONETTI
1773 - 1781
4
P. M° Leonardo Luigi VALTZ
1781 - 1783
5
P. M° Alessandro DE PAOLIS
1783 - 1799
6
P. Giuseppe BACCHIARI
1799 - 1830
7
P. Vittorio FIASCHI
1830 - 1832
8
P. M° Giuseppe BALESTRA
1832 - 1836
9
P. M° Giuseppe GUALTIERI
1836 - 1842
10
P. M° Francesco LOMBARDI
1842 - 1855
11
P. M° Innocenzo URBANI
1855 - 1866
12
P. M° Francesco BUFFA
1866 - 1892
13
P. M° Emanuele ALONGE
1892 - 1910
14
P. Leone   TURCO
1910 - 1953
15
P. Vincenzo VENDETTI
1953 - 1979
16
P. Francesco TRANI
1979 - 1991
17
P. Quintino ROCCHI
1991 - 1997
18
P. Ercole DELL’UOMO
1997 - 2001
19
P. Fernando NOVELLI
2001 - 2005
20
P. Aldo GUIDI (Amm. Parr.)
2005 - 2006
21
P. Giuseppe BIGOLARO
2006 - 2009
22
P. Francesco TRANI
2009 - 
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